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Facciamo il punto della situazione. Le fibre per ottenere la carta possono venire da:
- Fibre primarie (alberi)
- Fibre secondarie (fonti alternative agli alberi tra cui il kenaf, il bamboo, la canapa, le alghe, gli scarti della mela e della frutta in generale, le feci di alcuni erbivori, la ginestra, i residui agricoli delle colture di mais, grano, cotone, riso, sorgo e palma da cocco).
- Fibre riciclate (carta, cartone, lino, cotone, canapa)
Le fibre primarie, dette anche “vergini” perché non sono mai state utilizzate precedentemente per produrre carta o cartone, provengono in larga misura dall’abbattimento sregolato delle foreste primarie. Solo una piccola parte dell’industria utilizza fibre certificate, ovvero fibre provenienti dal taglio di alberi in zone dove la deforestazione è compensata con un piano di rimboschimento. Le certificazioni più comuni in europa sono FSC e PEFC, ve ne mostriamo il logo affinchè possiate riconoscerlo e preferirlo sul mercato.

Le fibre secondarie, conosciute anche col nome di “Tree Free”, vengono per lo più utilizzate per la produzione di carta per alimenti, sono anch’esse fibre vergini, e rese riconoscibili da questo simbolo.
Le fibre riciclate si differenziano in fibre pre-consumer e fibre post-consumer. La differenza è che le fibre pre-consumer sono quelle ottenute riciclando gli scarti dei tagli della carta durante la lavorazione e l’imballaggio. Il vantaggio delle fibre pre-consumer è che non ha bisogno di essere sbiancata. NAPM è una sigla che sta a garanzia che almeno il 75% delle fibre utilizzate nella produzione della carta proviene da fibre riciclate.

Un fattore importante per scegliere una carta riciclata ecologica è sapere come questa è stata sbiancata. Esistono sbiancanti a base di cloro, che sono pericolosi e inquinanti, sbiancanti ottici (vernici) altrettanto inquinanti, e sbiancanti alternativi quali enzimi, azoto, perossido di idrogeno. Attenzione dunque a questi simboli quando acquistate la carta riciclata: TCF è sbiancata senza l’uso di cloro; ECF è sbiancata senza l’uso di cloro elementale (biossido di cloro, il quale produce diossina); OBA FREE è una carta sbiancata senza sbiancanti ottici.

Un ultimo, non meno importante, fattore da considerare nella scelta di una carta ecologica, è l’impiego di energie provenienti da fonti rinnovabili. Potreste trovare dei simboletti che indicano l’utilizzo di energia pulita, ma quello che potrebbe fornire una certa garanzia sulle misure prese da una azienda per la salvaguardia dll’ambiente sono le certificazioni EMS internazionali, quali la EMAS e l’ISO 14001, e inoltre la ECOLABEL, riconosciuta dalla comunità europea, l’SGS-COC, garanzia che ogni fase di produzione abbia seguito l’iter corretto, e l’etichetta “der Blaue Engel”, specifica per la carta riciclata.

fonte: Microcosmo Creativo










